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Valeriano
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mwfgPublio Licinio Valeriano (in latino Publius Licinius Valerianuscite-ref-cil11-826-2-1[2]; 200 circa – Bishapur, dopo il 260) è stato un imperatore romano.

Regnò dal mwhq253 al mwhg260. È il primo esponente della mwhwDinastia valeriana.

Dopo la sua ascesa al trono associò suo figlio mwiqGallieno al potere, prima come mwigCesare e poi come mwiwAugusto, nominando a sua volta il secondogenito, mwjaValeriano il giovane, mwjqCesare.cite-ref-ae2005-1476-4-1[4] Il suo governo fu caratterizzato dai continui tentativi di sconfinamento di popoli alle frontiere danubiane e renane, ma anche in mwkgNumidia e sul confine sasanide la situazione era tutt'altro che tranquilla. Proprio mentre stava conducendo operazioni militari contro i mwkwPersiani mwlaSasanidi nel mwlqconfine orientale dell'mwlgImpero romano, fu fatto prigioniero durante la mwlwbattaglia di Edessa, in mwmaMesopotamia, nel mwmq260 dal re mwmgSapore I dei mwmwSasanidi e morì prigioniero qualche tempo dopo.

Il regno di Valeriano, in particolare la sua seconda parte, è descritto da pochissime fonti, per lo più frammentarie; la cronologia si basa sulla sua data di morte, tradizionalmente assunta essere il mwnq260.

Contents

Note

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Biografia

Origini familiari

Valeriano apparteneva a una famiglia dell'aristocrazia mwogsenatoriale italica; era sposato probabilmente con mwowMariniana e aveva un figlio, mwpaGallieno.

Carriera

Secondo la spesso inaffidabile mwpwmwqaHistoria Augusta, nel mwqq238, in quanto mwqgmwqwprinceps senatus, negoziò il riconoscimento da parte del Senato di mwraGordiano I.cite-ref-5[5] Sempre la mwsqHistoria Augusta racconta come, nel mwsg251, l'imperatore mwswDecio volle ripristinare la carica di mwtacensore conferendole i poteri civili dell'imperatore, e chiese al Senato di proporre un suo membro per la carica; i senatori scelsero all'unanimità Valeriano, cui Decio offrì la censura, ottenendo un rispettoso rifiuto.cite-ref-6[6] La questione dell'attendibilità di questo racconto è dibattuta, ma pare certo che Valeriano abbia ricoperto importanti funzioni amministrative sotto Decio.cite-ref-7[7] Considerando che quando Decio partì per l'infausta campagna contro i mwvqGoti portò con sé il figlio maggiore mwvgErennio Etrusco e lasciò a mwvwRoma la moglie e il figlio minore e l'adolescente mwwaOstiliano, si può ragionevolmente ritenere che Valeriano, dall'alto della sua funzione, agì da reggente fino alla morte di Decio ed Erennio e all'ascesa al trono di mwwqTreboniano Gallo. Durante la campagna gotica di Decio, a Roma si ribellò mwwgGiulio Valente Liciniano, ma Valeriano soffocò rapidamente questa usurpazione.cite-ref-8[8]

Fu Treboniano Gallo a nominare Valeriano governatore della mwyaRezia, o quantomeno comandante delle truppe lì stanziate.cite-ref-eutropio9-7-9-0[9]

Ascesa al trono (253)

Lo stesso mwzwTreboniano Gallo chiese poi aiuto a Valeriano nel mwaa253, nominandolo governatore della mwaqRezia, quando mwagEmiliano, proclamato imperatore dalle truppe mwawdanubiane, marciò contro l'mwbaItalia. Valeriano marciò verso sud dalla Rezia, portando con sé le truppe renane, ma non fece in tempo a salvare Gallo, sconfitto da Emiliano e ucciso dai propri uomini; le truppe di Valeriano, però, rifiutarono di riconoscere il vincitore e acclamarono il proprio generale imperatore.cite-ref-eutropio9-7-9-1[9]cite-ref-10[10]

Nel tardo luglio/metà settembre 253, gli eserciti di Valeriano ed Emiliano si scontrarono, ma i soldati di Emiliano decisero di abbandonarlo e lo uccisero forse a mwdgSpoleto presso un ponte, detto dei mwdwmweaSanguinariicite-ref-11[11], o in una località tra mwfqOricolum e mwfgNarnia. Contemporaneamente, una nuova ondata di Goti, mwfwBorani, mwgaCarpi ed mwgqEruli aveva portato distruzione fino a mwggPessinunte ed mwgwEfeso via mare, e poi via terra fino ai territori della mwhaCappadocia.cite-ref-giordanexix-12-0[12]cite-ref-13[13] Ne approfittarono anche le mwjqarmate dei mwjgSasanidi di mwjwSapore I, che provocarono un contemporaneo mwkasfondamento del fronte orientale, penetrando in mwkqMesopotamia e mwkgSiria fino ad occupare la stessa mwkwAntiochia (fine del mwla252-inizi del mwlq253).cite-ref-14[14]cite-ref-mazzarino526-15-0[15]

Regno (253-260)

Il mwpwSenato romano fu, presumibilmente, soddisfatto nel ratificare la nomina di un elemento della mwqapropria classe. Queste difficoltà costrinsero il nuovo imperatore, a spartire con il figlio mwqqGallieno l'amministrazione dello Stato romano in qualità di mwqgmwqwCesare,cite-ref-eutropio9-7-9-2[9] affidando a quest'ultimo la parte occidentale e riservando per sé quella orientale, come in passato era già avvenuto con mwsaMarco Aurelio e mwsqLucio Vero (mwsg161-mwsw169).cite-ref-16[16]cite-ref-grant229-17-0[17] Quando Valeriano giunse a mwvaRoma, preferì innalzare il figlio al rango di co-mwvqmwvgAugusto,cite-ref-southern78-18-0[18] nominando a sua volta il secondogenito, mwwwValeriano il giovane, mwxaCesare.cite-ref-ae2005-1476-4-2[4]

All'epoca della mwygcrisi del III secolo, la pratica di associare il proprio figlio al trono non era sconosciuta, ma nei casi precedenti (da mwywMassimino Trace ed il figlio mwzaMassimo, a mwzqFilippo l'Arabo e mwzgSevero Filippo, mwzwDecio ed mw0aErennio Etrusco, mw0qTreboniano Gallo e mw0gVolusiano, con la sola eccezione, di mw0wGordiano I e mw1aGordiano II), il mw1qmw1gCesare o co-mw1wAugusto associato al trono era sempre stato molto più giovane dell'imperatore principale, dimostratosi sempre incapace di reggere il potere da solo. Gallieno invece all'epoca della nomina a Cesare aveva già trentacinque anni e una maturata esperienza militare e di governo. La sua elevazione a coreggente offrì quindi, oltre a vantaggi dinastici, anche la possibilità di avere due imperatori esperti che collaboravano tra loro ed in grado di governare ciascuno la sua mw2apars Imperii, dando all'agire imperiale doppio vigore. Così Valeriano e Gallieno dimostrarono subito di avere intenzione di arginare le continue mw2qincursioni a settentrione ed mw2gin Oriente, partendo appena gli fu possibile per le rispettive destinazioni, Gallieno in Occidente e Valeriano in Oriente.

Tra i suoi atti amministrativi, prima di raggiungere il mw3afronte orientale, vi fu la divinizzazione della moglie mw3qMariniana e l'istituzione della rotazione annuale alla carica di mw3gmw3wpraefectus urbi. Un grosso merito che ebbe Valeriano, fu quello di far promuovere validi generali come mw4aClaudio il Gotico, mw4qIngenuo, mw4gRegaliano, mw4wPostumo, mw5aMacriano ed mw5qAureolo, tutti militari di carriera, e metterli in ruoli chiave per la protezione delle mw5gfrontiere imperiali, che in seguito giunsero all'impero.cite-ref-19[19]

In Oriente: prima fase (253-254)

L'mw8ginvasione operata da Sapore I contro le mw8wprovince orientali dell'mw9aImpero romano della fine del mw9q252-inizi del mw9g253, aveva condotto le truppe persiane ad occupare numerose città della mw9wprovincia di mw-aMesopotamiacite-ref-21[21] (compresa la stessa mw-qNisibiscite-ref-22[22]cite-ref-eutychius109-110-23-0[23]cite-ref-24[24]). I sasanidi continuarono la loro avanzata fino in mwaqoCappadocia,cite-ref-eutychius109-110-23-1[23] mwaq8Licaoniacite-ref-eutychius109-110-23-2[23] e mwarqSiria, dove batterono l'esercito romano accorrente a mwaruBarbalissos e si impossessarono della stessa mwaryAntiochiacite-ref-25[25]cite-ref-26[26] (caduta forse per il tradimento di un certo mwar8Mariadecite-ref-27[27]cite-ref-28[28]), dove ne distrussero numerosi edifici, razziarono un ingente bottino e trascinarono con sé numerosi prigionieri (mwasg253).cite-ref-oracolisib13-125-29-0[29]cite-ref-30[30] Ecco come viene descritta nelle mwatemwatiRes gestae divi Saporis:

«(

11

) Poi noi attaccammo ancora l'

Impero romano

e distruggemmo una forza di 60 000

armati

a

Barbalissos

, mentre la

Siria

ed i suoi dintorni noi bruciammo, distruggemmo (

12

) e depredammo tutte. In questa stessa campagna noi conquistammo numerose fortezze e città romane: la città di

Anatha

con i suoi dintorni, [...],

Birtha

, (

13

)

Sura

,

Barbalissos

,

Hierapolis

,

Beroea

,

Chalcis

(oggi

Qinnasrin

),

Apamea

, (

14

)

Rhephania

,

Zeugma

,

Ourima

,

Gindaros

,

Armenaza

, (

15

)

Seleucia

,

Antiochia

,

Cyrrhus

,

Alexandretta

, (

16

)

Nicopolis

,

Sinzara

,

Chamath

,

Ariste

,

Dichor

(a sud di

Doliche

), (

17

)

Doliche

,

Dura Europos

,

Circesium

,

Germanicia

,

Batnae

,

Chanar

,

(

18

) e in

Cappadocia

,

Satala

,

Domana

,

Artangil

,

Souisa

,

e (

19

)

Phreata

per un totale di 37 città con i loro sobborghi.»

(Res gestae divi Saporis, riga 11-19 da Richard Stoneman, Palmyra and its Empire. Zenobia revolt against Rome, Michigan 1994, p. 93.)

Questa invasione nell'mwaxuOriente romano avveniva contemporaneamente a un'altra mwaxygrande incursione proveniente al di là del mwaxcDanubio e del mwaxgPonto Eusino da parte dei mwaxkGoti.cite-ref-43[43]

«[...] Goti, Borani, Urugundi e Carpi depredavano le città dell’Europa […] Intanto, i Persiani attaccavano l’Asia, sottomettendo la Mesopotamia e avanzando in Siria, addirittura sino ad Antiochia, finché non conquistarono anche questa città, metropoli di tutto l’Oriente; e dopo avere trucidato una parte degli abitanti e portato via come prigionieri gli altri, insieme a un ricchissimo bottino, ritornarono in patria [...] Senza dubbio i Persiani avrebbero facilmente conquistato tutta l’Asia se, contenti per il ricco bottino, non avessero pensato a metterlo in salvo soddisfatti e a riportarlo in patria.»

(Zosimo, Storia nuova, I.27.1-2)

Accadde, anche, che una mwayycolonna militare sasanide non solo non riuscì nell'impresa di conquistare la città di mwaycEmesa, ma fu sconfitta dagli stessi abitanti della città mwaygassediata che presero l'iniziativa, compiendo una sortita contro l'armata nemica.cite-ref-oracolisib13-150-44-0[44]cite-ref-45[45] Alla fine di questa nuova incursione sasanide, l'imperatore Valeriano fu costretto ad intervenire, dopo aver lasciato la cura dell'Occidente al figlio mwazeGallieno.cite-ref-46[46] Valeriano, partito da Roma, giunto in Oriente, riuscì a riconquistare la capitale della Siria, mwazyAntiochia, quello stesso anno (mwazc253) o l'anno successivo (mwazg254), facendone poi il suo "quartier generale" per la ricostruzione dell'intero mwazkfronte orientale. Nello stesso anno assunse il titolo di mwazorestitutor Orientis.

Contemporaneamente la parte orientale dell'Impero romano era interessata dall'usurpazione di mwazwUranio Antonino, proclamatosi imperatore in opposizione al pericolo costituito dall'invasione dei mwaz0Sasanidi e nel vuoto di potere dovuto alla guerre tra gli imperatori che si succedettero in quel periodo. Quando Sapore I aveva, infatti, attaccato le province orientali romane, Uranio si sarebbe proclamato imperatore. La latitanza del potere centrale imponeva alle personalità locali di provvedere alla difesa del territorio mediante la raccolta di forze autoctone, e l'autorità di un imperatore, sia pure locale, avrebbe facilitato questa opera. Con l'approssimarsi di Valeriano e del suo esercito, Uranio avrebbe ridotto le proprie pretese, forse a seguito di un compromesso con l'imperatore stesso.cite-ref-47[47]

Tra Danubio e Oriente: Goti, Borani, Carpi e Sasanidi (253-256)

Al principio del mwaa0254 o sul finire del mwaa4precedente, una nuova incursione di mwaa8Goti interessò la parte orientale dell'Impero, affidata alla difesa di Valeriano, devastando tutti i territori della Tracia e Macedonia orientale fino a mwabaTessalonica: i Barbari non riuscirono ad espugnare la città, che, a stento e con molta fatica, fu liberata dalle armate romane del nuovo imperatore. Il panico fu così grande che gli abitanti dell'mwabeAcaia decisero di ricostruire le antiche mura di mwabiAtene e di molte altre città del mwabmPeloponneso.cite-ref-48[48]

Nel mwabk255 ancora i Goti ripresero gli attacchi, questa volta via mare, lungo le coste dell'mwaboAsia Minore, dopo aver requisito numerose imbarcazioni al mwabsBosforo Cimmerio, mwabwalleato di Roma. I primi ad impadronirsi di queste imbarcazioni furono però i mwab0Borani che, percorrendo le coste orientali del mwab4Mar Nero, si spinsero fino all'estremità dell'Impero romano, presso la città di mwab8Pityus, che per sua fortuna era dotata di una cinta di mura molto solide e di un porto ben attrezzato. Qui furono respinti grazie alla vigorosa resistenza da parte della popolazione locale, organizzata per l'occasione dall'allora governatore mwacaSuccessiano.cite-ref-49[49] I Goti, invece, partiti con le loro navi dalla penisola di mwacuCrimea, raggiunsero la foce del fiume mwacyFasi (che si trova nella regione di mwaccGuria in mwacgGeorgia, nelle vicinanze dell'attuale città di mwackSukhumicite-ref-50[50]); avanzarono anch'essi verso Pityus, che riuscirono questa volta ad occupare, anche perché Successiano, promosso mwac4prefetto del Pretorio, aveva seguito l'imperatore Valeriano ad mwac8Antiochia.cite-ref-51[51] La grande flotta proseguì quindi fino a mwadqTrapezunte, riuscendo ad occupare anche questa importante città, protetta da una duplice cinta muraria e da diverse migliaia di armati, come racconta mwaduZosimo:

«Quando posero l’assedio pensavano che mai, neppure per sogno, avrebbero conquistato la città, protetta da una dulpice cinta di mura; ma appena si accorgono che i soldati pigri e ubriaconi non salivano neppure sul muro e non perdevano occasione per dissolutezze e banchetti, accostarono al muro, dove era accessibile, alcuni tronchi da tempo predisposti per questo scopo e in piena notte, a piccoli gruppi, salirono servendosi di essi e conquistarono la città [...] i barbari si appropriarono di ingenti ricchezze e di un gran numero di prigionieri [...] e dopo avere distrutto i templi, gli edifici e tutto quanto di grande o di bello era stato costruito, ritornarono in patria con moltissime navi.»

(Zosimo, Storia nuova, I, 33.)

Carichi ormai di un enorme bottino, sulla strada del ritorno saccheggiarono anche la città di mwaeePanticapeo, nell'attuale mwaeiCrimea, interrompendo i rifornimenti di grano necessari ai Romani in quella regione.cite-ref-52[52] La situazione era così grave da costringere Gallieno ad accorrere lungo i confini danubiani per riorganizzare le forze dopo questa devastante invasione, come testimonierebbe un'iscrizione proveniente dalla fortezza legionaria di mwaecViminacium.cite-ref-southern216-53-0[53]

Non passò molto tempo che una nuova invasione di Goti percorse il mwae0Mar Nero (nel mwae4256), ancora via mare ma questa volta verso la costa occidentale, avanzando fino al lago di mwae8Fileatina (l'attuale Derkos) ad occidente di mwafeBisanzio.cite-ref-54[54] Da qui proseguirono fin sotto le mura di mwafyCalcedonia. La città fu depredata di tutte le sue grandi ricchezze, benché, riferisce Zosimo, la guarnigione superasse il numero degli assalitori Goti.cite-ref-giordanexix-12-1[12]cite-ref-55[55] Molte altre importanti città della mwaf8Bitinia, come mwagaPrusa, mwageApamea e mwagiCio furono saccheggiate dalle armate gotiche, mentre mwagmNicomedia e mwagqNicea furono date alle fiamme.cite-ref-56[56]

Contemporaneamente sul fronte orientale, dove Valeriano aveva posto il suo quartier generale (mwaheAntiochia), ancora nel mwahi256cite-ref-57[57] gli eserciti di mwahcSapore I sottraevano importanti roccaforti al dominio romano in mwahgSiria,cite-ref-58[58] tra cui mwah0Dura Europos che questa volta, dopo una strenua resistenza, fu mwah4definitivamente distrutta insieme all'intera guarnigione romana.

Si racconta che, nel corso dell'mwaiaassedio e successiva caduta di Dura Europos del mwaie256, i Sasanidi furono abili a costruire un tunnel sotto le mura cittadine, che permise loro di introdursi di notte ed occupare la città. La guarnigione romana, formata da mwaii2 000 armati, tra una mwaimmwaiqvexillatio della mwaiumwaiylegio IIII Scythicacite-ref-59[59] e la mwaismwaiwcohors XX Palmyrenorum sagittariorum equitatacite-ref-xxpalmyrenorum-60-0[60] era riuscita a sacrificare la strada interna che costeggiava questo lato di mura oltre ai vicini edifici, con il riempimento di quest'area attraverso le macerie dei vicini edifici abbattuti, al fine di rafforzare la base delle mura contro i possibili attacchi persiani da sotto terra. I Romani procedettero, inoltre, con la costruzione di un cumulo di terra all'esterno delle mura, formando così uno spalto, sigillato con mattoni di fango per evitarne l'erosione, lungo il lato occidentale che aveva il suo centro nella porta palmirena, ingresso principale alla città di Dura Europos. Ciò però non fu evidentemente sufficiente a salvarsi dall'attacco finale sasanide. Sebbene nessuna fonte racconti in modo dettagliato di questo mwajeterribile assedio, durato alcuni mesi, sono rimati a testimonianza i numerosi scavi archeologici effettuati in loco.cite-ref-61[61] Vi è da aggiungere che proprio in questa occasione, i ricercatori moderni hanno riscontrato di aver trovato le prove che i persiani utilizzarono "mwajygas velenosi" a mwajcDura Europos, contro i difensori romani durante l'assedio. Sono stati infatti messi in luce i resti di 20 soldati romani ai piedi delle mura della città, i quali, secondo un archeologo dell'Università di Leicester, sembra siano morti in seguito ad asfissia da gas velenosi, a causa dell'accensione di bitume e cristalli di zolfo, utilizzati probabilmente lungo il tunnel sotterraneo scavato dai Sasanidi. I soldati romani, che avevano così costruito un tunnel parallelo, si trovarono imprigionati quando le forze sasanidi rilasciarono il gas contro i Romani. Un solo soldato sasanide fu scoperto tra i corpi romani, tanto da farlo ritenere il responsabile dell'aver rilasciato i gas, prima che i fumi uccidessero anch'egli.cite-ref-62[62]cite-ref-63[63] Quasi tutti i difensori romani della città di mwakaDura Europos sopravvissuti furono condotti a mwakeCtesifonte e venduti come schiavi. La città fu saccheggiata al punto che non fu mai ricostruita.

Sul finire del 256 o agli inizi del mwakg257, Valeriano, preoccupato per l'invasione dei Goti dell'anno precedente, inviò un esercito di soccorso, comandato da mwakkLucio Mummio Felice Corneliano ed alle cui dipendenze sembra ci fosse il futuro imperatore mwakoAurelianocite-ref-65[65], per meglio difendere l'importante roccaforte di mwak8Bisanzio; l'imperatore, a sua volta, si diresse in mwalaCappadocia e in Bitinia per portar soccorso alle popolazioni di questa provincia.cite-ref-66[66] Tuttavia, l'arrivo di Valeriano non sortì alcun effetto, poiché il riaccendersi di un'epidemia di peste e l'mwaluavanzata persiana degli anni precedenti aveva gettato l'oriente romano nel più grande sconforto.cite-ref-67[67] È anche probabile che i vari assalti condotti con successo da parte dei barbari abbiano generato in mwaloSapore I la consapevolezza che un attacco ben programmato e contemporaneo da parte del re dei mwalsSasanidi avrebbe permesso alle sue armate di dilagare nelle province orientali romane, con il proposito di congiungersi ai Goti stessi provenienti dalle coste del Mar Nero.cite-ref-68[68]

Contemporaneamente Valeriano dispose una nuova controffensiva in Oriente, per recuperare parte dei territori perduti con buoni risultati contro le armate sasanidi, fino a tutto il mwame259. Sembra infatti che già nella primavera del mwami257 i Romani ebbero la meglio sui Persiani presso mwammmwamqCircesium.cite-ref-69[69]

Politica religiosa (257-258)

Valeriano emanò due editti, nel mwani257 e nel mwanm258, che prevedevano la confisca dei terreni religiosi e la condanna dei seguaci del mwanqCristianesimo; a differenza dei suoi predecessori diresse il proprio attacco alla gerarchia ecclesiastica piuttosto che ai semplici fedeli. Tra le vittime di questa persecuzione vi furono infatti mwanupapa Stefano I, mwanypapa Sisto II, il vescovo di Cartagine mwancCipriano di Cartagine, mwangDionisio di Alessandria, mwanksan Lorenzo martire. A questi l'agiografia cristiana aggiunge martirii dubbi o impossibili, come quelli di mwanopapa Lucio I, mwansNovaziano, mwanwRufina e Seconda, mwan0Gervasio e Protasio, mwan4Colomba di Sens, mwan8Rustico, mwaoaMercurio di Cesarea, la vergine Agrippina.

La persecuzione voluta da Valeriano ha avuto un esito negativo sulla storiografia del suo regno: tra le vittime vi fu anche mwaoiCipriano, vescovo di mwaomCartagine, il quale fu prima esiliato e poi, al suo ritorno, messo a morte (settembre 258). Proprio la fine della sua corrispondenza fa mancare un'importante fonte storica di quel periodo.cite-ref-southern79-70-0[70]

In Oriente: la disfatta contro i Sasanidi (259-260)

Ancora le mwapymwapcRes gestae divi Saporis ci raccontano di una terza devastante invasione compiuta da mwapgSapore I ai danni dell'mwapkImpero romano, secondo la quale:

«Durante la terza invasione, noi marciammo contro

Edessa

e

Carrhae

e le ponemmo

assedio

, (

20

) tanto che il

Cesare

Valeriano fu obbligato a marciare contro di noi. C'era con lui

una forza

di 70 000 armati dalle nazioni della

Germania

,

Rezia

,

Norico

,

Dacia

,

Pannonia

, (

21

)

Mesia

,

Tracia

,

Bitinia

,

Asia

,

Panfilia

,

Isauria

, (

22

)

Licaonia

,

Galazia

,

Licia

,

Cilicia

,

Cappadocia

,

Frigia

,

Siria

,

Fenicia

, (

23

)

Giudea

,

Arabia

,

Mauretania

,

Germania

,

Lidia

e

Mesopotamia


(Res gestae divi Saporis, riga 19-23 da The American journal of Semitic languages and literatures, University of Chicago, 1940, vol. 57-58, p. 379.)

Valeriano, infatti, informato di una nuova invasione in Oriente, inviò a mwapwBisanzio il console del mwap0237, mwap4Lucio Mummio Felice Corneliano (a protezione del fronte nord del mwap8mwaqaPontus Euxinus contro nuove invasioni mwaqegotiche), e si recò in tutta fretta ad mwaqiAntiochia, dove una volta riorganizzato l'esercito marciò fino in mwaqmCappadocia, dove però incontrò la mwaqqpeste che decimò il suo mwaquesercito. Ciò permise a Sapore I di saccheggiare nuovamente altri territori romani.cite-ref-72[72]cite-ref-patrizio9-73-0[73]

«Valeriano, per debolezza e mollezza di vita, non se la sentì di porre rimedio a una situazione che si era fatta assai grave e, volendo mettere fine alla guerra con donazioni di denaro,

inviò un’ambasceria presso Sapore, che la rimandò indietro senza avere concluso nulla, e chiese di incontrarsi con l’imperatore per discutere ciò che riteneva necessario.»

(Zosimo, Storia nuova, I, 36.2.)

Il racconto della fine di Valeriano, giunto a difendere Edessa dall'mwarsassedio persiano,cite-ref-zonara-xii-23-74-0[74] dove i Romani avevano avuto notevoli perdite anche a causa di una pestilenza dilagante, varia molto nelle versioni romane:

• mwasiEutropio, mwasmFesto e mwasqAurelio Vittore raccontano che l'Imperatore romano fu catturato dalle armate sasanidi dopo essere stato sconfitto pesantemente in battaglia;cite-ref-75[75]
• mwasoZosimo sostiene che Valeriano, recatosi a un incontro con il re persiano, fu fatto prigioniero a tradimento nell'aprile-maggio del mwass260:

«Valeriano, accettate le richieste senza nemmeno riflettere, mentre si recava presso Sapore con decisione avventata, insieme a pochi uomini, viene catturato improvvisamente dai nemici. Fatto prigioniero, morì tra i Persiani, disonorando assai gravemente il nome romano presso i posteri.»

(Zosimo, Storia nuova, I, 36.2.)

• un'altra fonte suggerisce che Valeriano chiese "asilo politico" al re persiano mwas8Sapore I, per sottrarsi a una possibile congiura, in quanto nelle file dell'esercito romano che stava assediando Edessa, serpeggiavano evidenti segni di ammutinamento.cite-ref-zonara-xii-23-74-1[74]
• gli scrittori cristiani mwatuLattanzio e mwatyOrosio invece presentano una versione che mostra l'ostilità nei confronti dell'imperatore, grande persecutore dei cristiani. Sarebbe stato punito dal Dio cristiano e costretto a trascorrere i suoi ultimi giorni in schiavitù: fu prima utilizzato come sgabello vivente da Sapore, per salire a cavallo,cite-ref-76[76]cite-ref-orosiovii-3-4-77-0[77] poi ucciso, scuoiato, riempito di paglia e affisso in un tempio persiano come simbolo del trionfo sui Romani.cite-ref-78[78]cite-ref-79[79]

Secondo invece la fonte ufficiale persiana delle mwaugmwaukRes gestae divi Saporis:

«(

24

) Una

grande battaglia

fu combattuta tra

Carrhae

e

Edessa

tra noi [Sasanidi] e il

Cesare

Valeriano, e noi lo catturammo facendolo prigioniero con le nostre mani, (

25

) così come altri generali dell'armata romana, insieme al

prefetto del Pretorio

,

alcuni senatori e ufficiali. Tutti questi noi facemmo prigionieri e deportammo (

26

) in

Persia


(Res gestae divi Saporis, riga 24-25 da The American Journal of Semitic Languages and Literatures, University of Chicago, 1940, vol. 57-58, p. 379.)

E sulla base di quest'ultima fonte alcuni autori moderni ipotizzano che Valeriano sia stato condotto a costruire mwavwBishapur assieme a parte dei suoi soldati,cite-ref-82[82] mentre il resto dei prigionieri romani avrebbe costruito mwawemwawiBand-e Kaisar, "la diga di Cesare", nei pressi di mwawmSusa.cite-ref-83[83]

È certo che Sapore usò ampiamente la cattura di Valeriano per fini propagandistici. A mwawkNaqsh-e Rustam un altorilievo raffigura Sapore a cavallo che tiene per le mani, prigioniero, Valeriano, mentre mwawoFilippo l'Arabo si inchina al sovrano sasanide prostrando in avanti le mani in offerta di sottomissione; a mwawsBishapur, invece, l'iconografia rappresenta Sapore in piedi su mwawwGordiano III morto, mentre tiene dietro di sé Valeriano prigioniero e riceve l'omaggio di Filippo. Al mwaw0Cabinet des Médailles di Parigi è conservato un cameo raffigurante Sapore e Valeriano che si scontrano a cavallo: Sapore, con la mano sull'elsa della spada ancora nel fodero, stringendolo per la mano, cattura Valeriano che sta brandendo una spada sguainata.

Morte (260?)

La cattura di Valeriano da parte dei mwaxaPersiani lasciò l'Oriente romano alla mercé di mwaxeSapore I, il quale condusse una nuova offensiva dal suo quartier generale di mwaximwaxmNisibiscite-ref-84[84] (mwaxgoccupata nel mwaxk252 dalla mwaxoarmate sasanidi), riuscendo ad occupare i territori romani fino a mwaxsTarso (in mwaxwCilicia), mwax0Antiochia (in mwax4Siria) e mwax8Cesarea (in mwayaCappadocia),cite-ref-zonara-xii-23-74-2[74]cite-ref-sincello715-85-0[85]cite-ref-86[86] compresa l'intera mway0provincia romana di Mesopotamia.cite-ref-87[87]cite-ref-grant231-88-0[88]

«Noi inoltre bruciammo, devastammo e saccheggiammo la

Siria

, la

Cilicia

e la

Cappadocia

. (

27

) Nella terza campagna noi sottraemmo all'Impero romano le città di

Samosata

con i suoi dintorni, la città di

Alessandria

con i suoi dintorni,

Katabolon

,

(

28

)

Aigeai

,

Mopsuestia

,

Mallos

,

Adana

,

Tarsus

, [...],

Zephyrion

, (

29

)

Sebaste

,

Corycus

,

Agrippiada

,

Castabala

,

Neronias

,

(

30

)

Flavias

,

Nicopolis

,

Celenderis

,

Anemurium

, (

31

)

Selinus

,

Myonpolis

,

Antiochia

,

Seleucia ad Calycadnum

,

Domitiopolis

, (

32

)

Tyana

,

Caesarea

,

Comana

,

Cybistra

,

Sebastia

, (

33

)

Birtha

,

Rhakoundia

,

Laranda

,

Iconium

. Tutte queste città (

34

) insieme con i loro dintorni sono trentasei.»

(Res gestae divi Saporis, riga 25-34 da The American journal of Semitic languages and literatures, University of Chicago, 1940, vol. 57-58, p. 379.)

Ancora le mwa1amwa1eRes gestae divi Saporis raccontano che molte migliaia di prigionieri romani furono condotte all'interno dell'Impero mwa1isasanide e collocate in mwa1mPersia, mwa1qPartia, mwa1uSusiana ed in mwa1yAsorestan.cite-ref-94[94] Valeriano trascorse così i suoi ultimi giorni di vita in prigionia,cite-ref-orosiovii-3-4-77-1[77] sebbene molte furono le richieste da parte di mwa18re "clienti" vicini a mwa2aSapore I, affinché liberassero l'imperatore, temendo una vendetta romana.cite-ref-95[95] Ed un'altra fonte persiana racconta che molti dei regni, prima mwa2u"clienti" dei Romani, furono ora costretti a sottomettersi al "Re dei Re" persiano, come quello d'mwa2yArmenia, d'mwa2cAlbania e d'mwa2gIberia nel mwa2kCaucaso fino alle mwa2o"porte degli Alani".cite-ref-96[96] Gallieno, alle prese in Occidente con invasioni barbariche e usurpazioni, non poté intervenire direttamente contro Sapore I. Non ritenne neppure di offrire un riscatto perché temeva che Sapore avrebbe chiesto una cifra esorbitante o la cessione di province nevralgiche per l'impero.

Sembra assai probabile che Valeriano sia stato impiegato come schiavo nella costruzione di una diga a Susiana o del mwa3mponte Band-e Kaisar assieme ad altri prigionieri romani, morendo poco dopo.cite-ref-97[97]

Lo scrittore cristiano del IV secolo mwa3kLattanzio scrisse un'opera intitolata mwa3oDe mortibus persecutorum ("La morte dei persecutori"), in cui mostrava come i persecutori del Cristianesimo fossero stati poi puniti con destini infamanti; riguardo a Valeriano, racconta che Sapore lo tenne con sé utilizzandolo come sgabello per montare a cavallo e che poi lo fece uccidere e scuoiare, riempiendo la sua pelle, tinta di rosso, con della paglia e affiggendolo in un tempio come trofeo.cite-ref-98[98] La veridicità del resoconto di Lattanzio è tuttavia inficiata dal suo punto di vista violentemente antipagano.

Il racconto tramandato dalle fonti sasanidi vuole invece che Sapore abbia inviato Valeriano e alcuni suoi soldati a vivere a Bishapur, mentre il resto dei prigionieri romani avrebbero costruito un esempio dell'ingegneria romana, Band-e Kaisar, "la diga di Cesare", nei pressi di Susa. Valeriano aveva regnato dal 253 al 260. Ora restava suo figlio Gallieno.cite-ref-99[99]

Titolatura imperiale

| Titolatura imperiale | Numero di volte | Datazione evento |
|---|---|---|
| Tribunicia potestas [ 2 ] | 8 anni: [ 2 ] | dal 253 e rinnovata annualmente al 10 dicembre di ogni anno fino al 260 per nove volte. [ 3 ] |
| Consolato | 4 volte: [ 3 ] | 238 ? (I), 254 (II), [ 100 ] 255 (III) [ 101 ] e 257 (IV). [ 2 ] [ 3 ] |
| Titoli vittoriosi | | Germanicus Maximus , [ 2 ] [ 3 ] Parthicus (?) [ 102 ] e Restitutor Galliarum , nel 254 ; [ 1 ] Restitutor Orientis , ca. 253 - 260 [ 64 ] Restitutor orbis , nel periodo 254 - 259 (?). [ 103 ] |
| Salutatio imperatoria | almeno 3 volte: [ 104 ] | la prima quando fu fatto Augusto nel 253 , la seconda quando assunse il titolo di Germanicus Maximus nel 254 e la terza nel 256 . [ 104 ] |
| Altri titoli | | Pio , [ 2 ] Felix , [ 2 ] Pater Patriae [ 2 ] e Pontifex Maximus [ 2 ] nel 253 . [ 105 ] |

Note

cite-note-valerianogermanicus-11. mwbcmmwbcqCILmwbcu mwbcyVIII, 2380; mwbccmwbcgCILmwbck mwbcoVIII, 20155; mwbcsmwbcwCILmwbc0 mwbc4X, 8028; mwbc8mwbdaCILmwbde mwbdiXI, 2914; mwbdmmwbdqAEmwbdu mwbdy1889, 37.
cite-note-cil11-826-22. mwbewmwbe0CILmwbe4 mwbe8XI, 826 (p 1248).
cite-note-cil8-12294-32. mwbfsmwbfwCILmwbf0 mwbf4VIII, 12294.
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cite-note-grant229-1717. Grant, p. 229.
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cite-note-2626. mwboqmwbouGrant,mwboy p. 226.
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cite-note-oracolisib13-125-2929. mwbpwOracoli sibillini, XIII, 125-130.
cite-note-3030. mwbqaLibanio, mwbqeOratio XV, 16; XXIV, 38; LX, 2-3.
cite-note-314. mwbqumwbqySura era posizionata al termine Nord della mwbqcmwbqgStrata Diocletiana.
cite-note-325. mwbqwmwbq0Barbalissos è una località che troviamo anche nella mwbq4mwbq8Notitia dignitatum, mwbraOr., XXX, 25.
cite-note-336. mwbrqmwbruRhephania sembra sia stata mwbryfortezza legionaria da mwbrcAugusto alla mwbrgdinastia degli Antonini.
cite-note-347. Zeugma era probabilmente ancora la sede della mwbrwfortezza legionaria della mwbr0IV Scythica.
cite-note-358. mwbsiOurima era una località sull'mwbsmEufrate, presso l'odierna Horum Hayuk, tra Belkis e Rum Kale.
cite-note-369. mwbsoNicopolis era la moderna mwbssIslahiye nell'antica mwbswmwbs0Cilicia Campestris.
cite-note-3710. mwbteBatnae è forse da identificarsi con Sarug (M.H. Dodgeon & S.N.C. Lieu, mwbtmThe Roman Eastern frontier and the Persian Wars (AD 226-363), p. 309, n. 18), ovvero l'antica città di mwbtqmwbtuAnthemusias.
cite-note-3811. mwbtkChanar andrebbe identificata con mwbtoIchnai in mwbtsOsroene, lungo la riva orientale dell'mwbtwEufrate (Honigmann and Maricq, 1953, pp. 155-156; Kettenhofen, 1982, p. 77.).
cite-note-3912. Città probabilmente dell'mwbuaArmenia Minore, in località mwbueKose (E. Honigmann e A. Maricq, mwbuiRecherches sur les Res gestae divi Saporis, pp. 155-156.).
cite-note-4013. La città di mwbuyArtangil è forse stata confusa con la città del mwbucregno di Armenia di mwbugArtaxanses (E. Honigmann e A. Maricq, mwbukRecherches sur les Res gestae divi Saporis, p. 156.).
cite-note-4114. La città di mwbu0Souisa è forse da identificare con mwbu4Suissa sulla strada tra mwbu8mwbvaSatala e mwbveNicopolis (M.H. Dodgeon & S.N.C. Lieu, mwbvmThe Roman Eastern frontier and the Persian Wars (AD 226-363), p. 309, n. 19).
cite-note-4215. Forse la località di mwbvcPhreata è da identificarsi con quella raccontata da mwbvgClaudio Tolomeo nella sua mwbvkGeografia (V, 6, 13).
cite-note-4343. mwbv0mwbv4Grant,mwbv8 pp. 219-220.
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cite-note-7676. mwbheAurelio Vittore, mwbhiEpitome de Caesaribus, XXXII, 5-6.
cite-note-orosiovii-3-4-7777. mwbhgOrosio, mwbhkHistoriarum adversos paganos libri VII, VII, 3-4.
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cite-note-9021. mwblwNeronias, nella regione dello Yarpuz (cfr. Maricq, 1958, p. 356).
cite-note-9122. La serie delle prossime sei città si trovava lungo la costa dell'mwbmeIsauria.
cite-note-9223. mwbmuMyonpolis è una località di incerta collocazione, forse nei pressi della moderna mwbmyIskele (cfr. Kettenhofen, 1982, p. 116).
cite-note-birtha-e-rhacoundia-9324. mwbmwBirtha e mwbm0Rhacoundia erano forse città/villaggi nei pressi di mwbm4Barata(?) nel territorio moderno di Medensehir (cfr. Honingmann & Maricq, 1953, pp. 157-158).
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Bibliografia

Fonti primarie

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• mwbtyLattanzio, mwbtcmwbtgDe mortibus persecutorum, v.
• mwbtoOrosio, mwbtsmwbtwHistoriarum adversus paganos libri septem, libro 7 mwbt0QUI.
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• mwbuqZonara, mwbuumwbuyHistoriae Romanorum excerpta.
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Fonti storiografiche moderne

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• Valerio Massimo Manfredi,"mwbx4L'impero dei draghi"

Romanzi storici sul periodo

• mwbymHarry Sidebottom, Il Guerriero di Roma. Fuoco ad Oriente, Roma, Newton Compton, 2009, ISBN 978-88-541-1700-6. Primo mwbyqromanzo storico della saga ambientata nell'Oriente romano durante le campagne di Sapore I degli anni 255-256.
• mwbyyHarry Sidebottom, Il Re dei Re, Roma, Newton Compton, 2010, ISBN 978-88-541-1657-3. Secondo romanzo storico della saga, ambientato nel 256-260.
• mwbygHarry Sidebottom, Il Guerriero di Roma. Sole bianco, Newton Compton Editori, 2011, ISBN 978-88-541-2815-6. Terzo romanzo storico della saga.

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itValeriano imperatore, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGastone M. Bersanetti, VALERIANO imperatore, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
• citerefdizionario-di-storiaValeriano, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Valerian, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Valeriano, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.